
Inspire è il nome dell’esplorazione in solitaria che i miei cani ed io intraprenderemo nell’inverno 2025: venti giorni in autosufficienza attraversando un’area della Svezia settentrionale in direzione del Circolo Polare Artico.
Con Inspire ho deciso di adottare un modus operandi e un approccio comunicativo diverso da quello utilizzato nelle scorse spedizioni, privilegiando uno stile anacronistico più simile a quando non esistevano i social networks e si veniva a conoscenza dei dettagli delle spedizioni una volta terminate. Infatti, alla presente non seguiranno ulteriori comunicazioni o specifiche riguardo Inspire, fatta eccezione per il notiziario interno dell’Associazione Cultura Jaranga, in cui verrà dedicato un articolo sul numero di gennaio 2025, a ridosso della partenza.
Le motivazioni di questa mia scelta sono semplici: da una parte desidero tentare di ridare valore ad una parola decisamente inflazionata quale “avventura”; dall’altra voglio poter sognare e immaginare Inspire con spirito sereno e riservato per poi poterla vivere con la coscienza che merita assecondando così il messaggio di The Project.
Tutto al giorno d’oggi è considerato avventura: un trekking guidato, una passeggiata con il cane, una crociera, svariate attività in cui si è muniti di gps, navigatori satellitari, orologi di ultima generazione con tracciamento, connessione costante per dirette e contenuti pensati per i social networks. Nel settore specifico dell’esplorazione, l’avventura è stata progressivamente tradita e traviata: tutto è iper-organizzato, tutto è reso schiavo dalla tecnologica, tutto è pensato e consumato in funzione di un prodotto commerciale da rendere vendibile prima, durante e poi.
L’avventura oggi è ridotta, per usare le parole di Walter Bonatti, a “moda e spettacolo. Gli esploratori sono diventati operai specializzati, producono, perché delle storielle – false – devono essere consumate. E storie ridicole, per di più. La tecnologia mette a disposizione tali strumenti e agevolazioni che ogni situazione può essere risolta con un semplice beep. L’avventura è finita da un pezzo”. Per questo, nel tentativo di assecondare il più possibile anche i sogni del me bambino, voglio che Inspire possa rappresentare il più possibile un’avventura nel senso reale del termine: io, i miei cani, la natura, in una solitudine vera, dove la quasi totalità di quei venti giorni dipenderanno esclusivamente dalle nostre forze mentali, spirituali e fisiche (come tra l’altro ho sempre cercato di fare). Anche la tecnologia che utilizzerò sarà limitata e riservata solo a casi di seria necessità. Non posso dunque permettere che Inspire venga inquinata, anche nei mesi di preparazione, da quel brusio di sottofondo di una mondanità che non mi appartiene.
Per me, esplorare significa percorrere luoghi a me sconosciuti, indagare me stesso e quindi esplorare l’essere umano per poi ricevere dalla natura quelle impressioni che mi aiutano ad elaborare le riflessioni che porto avanti con The Project. E voglio farlo secondo le mie regole.
Di Inspire vorrei ancora condividere questo: la scelta del nome. Inspire in lingua inglese ha un duplice significato: ispirazione e inspirazione. Dalla natura dobbiamo tornare a farci ispirare per poter ricostruire un percorso di vita più vero per l’essere umano; dalla natura traiamo la nostra fonte di vita, la inspiriamo e la facciamo parte di noi, del nostro corpo, del nostro spirito. In questa esplorazione i cani diventano il medium per analizzare il rapporto tra l’essere umano e la natura, aiutando ad ascoltare, a capire e a comunicare con la Madre Terra. Riconoscere l’essenziale, la bellezza della semplicità e accontentarsi del poco sono la chiave per un’interazione ed un dialogo autentico con il nostro pianeta e quindi con noi stessi, in netto contrasto con lo stile di vita che potremmo definire civilizzato, incentrato sul superfluo, sul non necessario e sull’apparenza.
Fra Indi
L’Associazione Culturale Jaranga ringrazia quanti hanno contribuito all’organizzazione di INSPIRE attraverso una donazione, in particolare
Per il supporto logistico si ringrazia





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