No alle generalizzazioni della LAV. Il vero mushing è uno stile di vita.

Quanto accaduto a Lavarone con il sequestro di 37 cani da slitta Alaskan Husky per condizioni di vita deplorevoli e al di sotto degli standard del benessere animale è un fatto grave. Non è necessario che io entri nel merito della vicenda: se c’è stato un sequestro, evidentemente gli elementi per realizzarlo erano concreti e più che giustificati.

Quello che mi preme sottolineare è la pari gravità delle affermazioni che la LAV (Lega Anti Vivisezione) ha rilasciato sui propri canali e comunicati relativi allo sleddog in generale, definendola “un’attività che si fonda sullo sfruttamento dei cani a fini ludici e a scopo di lucro”. Una generalizzazione molto pericolosa, diffamatoria e lesiva della dignità umana e canina, che istiga all’odio e alla discriminazione verso un intero gruppo di persone e mushers, tra cui ne esistono molti per cui il benessere dei cani è considerato fondamentale e lo sleddog è semplicemente l’attività con cui i cani soddisfano con piacere bisogni genetici e comportamentali propri del cane da slitta. Il mushing, se praticato con conoscenza, passione, rispetto e amore verso i propri cani, non è un semplice e rozzo sport – come lo si sta facendo passare nella fattispecie – ma uno stile di vita che porta inevitabilmente a delle scelte. Il non fare esclusivamente gare, ma vivere il cane da slitta per quello che è: trascorrere ogni giorno coi propri cani a contatto con la natura, fidarsi dei propri cani in ogni situazione, vivere appieno l’inverno e il silenzio della neve, giocare e restare sdraiati per ore, a terra, insieme ai propri amici animali.
Per praticare con serietà il mushing e di conseguenza lo sleddog a misura di cane servono tempo, studio, formazione, risorse economiche, conoscenza, dedizione e passione.
Screditare l’intera categoria, generalizzando come ha fatto la LAV, è pericoloso e rischia di aprire una “caccia alle streghe” dannosa, anche per i cani stessi.

Viviamo in un momento storico in cui si ha la possibilità di accedere a tante informazioni e l’opportunità di conoscere tante cose. Ecco perché invito le persone a studiare la storia dello sleddog e ad informarsi su cosa sia – nella realtà dei fatti – il mushing e il legame profondo (basato inevitabilmente su attenzioni e benessere) che lega il musher ai propri cani. Poiché, nonostante esistano casi e situazioni che potremmo definire “mele marce” da isolare, condannare e perseguire, esistono anche tanti mushers che hanno dedicato e che dedicano la propria vita ai cani e al rapporto con loro. Un rapporto reale, fatto di collaborazione, amore e rispetto.

Fra Indi

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